#Assange è stato comprato per $ 4,2 miliardi dell’FMI

L’ex presidente ecuadoriano conferma che il prestito del FMI era vincolato all’arresto di Julian Assange

L’ex presidente ecuadoriano ha accusato il presidente Lenin Moreno, di aver sospeso l’asilo diplomatico e la cittadinanza al cyber-attivista Julian Assange, in cambio di un prestito dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), oltre che per una vendetta personale. Correa ha affermato di avere le prove dell’accordo, e che il suo successore Lenin Moreno, durante un incontro avvenuto nel 2017, aveva promesso a Paul Manafort di consegnare Assange agli Stati Uniti, .

Manafort è un politico e imprenditore statunitense, consulente del partito repubblicano e responsabile della campagna elettorale di Donald Trump nelle presidenziale del 2016. Personaggio controverso, nel 2018 venne poi condannato per frode fiscale e bancaria.

Rafael Correa, che ha interrotto ogni rapporto con Moreno, ha parlato anche degli incontri tra questi e il vicepresidente americano Mike Pence. A quest’ultimo, il presidente dell’Ecuador ha promesso di: “aiutarlo a isolare il Venezuela e non sanzionare la compagnia petrolifera Chevron, responsabile della distruzione di metà della foresta pluviale amazzonica”. Negli scorsi giorni, il FMI, dopo l’arresto di Assange, a fronte del prestito di $ 4,2 miliardi all’Ecuador, quasi a voler compensare Moreno, ha versato la prima rata, di $ 652 milioni.

WikiLeaks e la rivelazione dell’affaire  Moreno-INA Papers

Oltre alla questione del prestito, l’ex-presidente ecuadoriano sospetta che l’attuale presidente abbia deciso di ritirare la protezione ad Assange, perché WikiLeaks ha pubblicato documenti sulla relazione di Moreno con una società in fallimento: La INA Papers. Correa ha sottolineato che la società INA Papers, era stata registrata nel 2012, quando Moreno era ancora il suo vice presidente.

Il capo dello stato ecuadoriano, fin dall’inizio aveva sostenuto che la revoca dell’asilo al giornalista, era una risposta al suo comportamento “irrispettoso e aggressivo”. Riguardo alle accuse lanciategli da WikiLeaks, Moreno le ha definite “ostili e minacciose” contro l’Ecuador: giustificazioni ritenute poco convincenti sia dai sostenitori di Assange, che da diversi analisti.

Julian Assange, è responsabile della pubblicazione di documenti segreti del governo degli Stati Uniti, di aver così svelato le strategie false flag, come le inesistenti armi chimiche di Saddam in Iraq, utilizzate dal Pentagono per scatenare guerre, alimentando l’industria bellica del paese.

La grande preoccupazione dei suoi avvocati, è che le autorità britanniche decidano di estradarlo negli USA, dove, in base alle accuse, potrebbe rischiare anche l’ergastolo. La prossima udienza per l’estradizione del giornalista, è stata fissata dalla Giustizia Inglese per il 2 maggio. Sarà una sessione preliminare, poiché il procedimento giudiziario potrebbe durare parecchi mesi.

Va ricordato che persa la cittadinanza dell’Ecuador, Assange manterrebbe quella australiana, pertanto quella di tradimento nei confronti degli Stati Uniti, è un’accusa speciosa, che potrebbe essere applicata a chiunque sia contrario alle politiche di Washington: Assurdo!

Luciano Bonazzi

Fonte: @globalresearch.ca

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Sono Bolognese, classe 1961, ex-tecnico commerciale, scrittore, viaggiatore, missionario laico. Mi occupo di geopolitica, cronaca, curiosità e tanto altro. Ho fatto il tirocinio giornalistico a Buone Notizie Bologna magazine, gestisco dal 2015 il blog Orizzonti Geopolitici - Bologna Metropolitan Gazette e dal 3 giugno 2018 il Blog Consapevolezza Polemica. Difendo a spada tratta la libertà d'opinione garantita dall'art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana.

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