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Intervista al segretario PC Marco Rizzo by Stefano Orsi


Da Stefano Orsi riceviamo la seguente intervista, in condivisione con ilsudest.it

Incontro a Torino con il segretario del Partito Comunista Marco Rizzo

Ho incontrato il segretario del Partito Comunista, Marco Rizzo, alla Festa Comunista di Torino, chiamata Unità.

Appena arrivati, ero con alcuni amici, siamo andati a visitare gli stand, ci interessavano particolarmente quelli con libri, sono rivelatori delle politiche seguite da un partito e dalla sua guida. Siamo rimasti colpiti dal numero di pubblicazioni che si occupavano di politica estera, dalle crisi nella ex Ucraina, divisa ed insanguinata dopo il golpe di Piazza Maidan, Le politiche della NATO e sulla Siria, lacerata da un conflitto voluto e sostenuto da potenze esterne al Paese e che non hanno esitato a provocare il conflitto pur di arrivare ad un così detto “regime Change”, conoscendo i miei interessi personali, potrete comprendere che l’impressione complessiva sia stata buona.

Altro passo importante, verificare il menù per la cena, l’offerta era discreta, cucina casalinga e a prezzi davvero popolari, ci siamo fermati dopo l’intervista e abbiamo cenato con dei militanti di Genova raccogliendo anche le loro impressioni sulla triste vicenda del crollo del ponte Morandi. Infine abbiamo ascoltato il concerto di Oskar, il cantante degli Statuto, che accompagnato dal chitarrista del gruppo torinese, ha riproposto molti dei successi che hanno nel repertorio del gruppo, abbiamo poi scoperto che è anche uno dei primi iscritti al partito.

Dopo poco che eravamo giunti, puntuale sull’orario indicato, è arrivato Marco Rizzo, accompagnato dal segretario regionale del partito, ha salutato tutti e ha rilasciato una intervista alla troupe televisiva regionale che lo attendeva. Dopo ha salutato i molti simpatizzanti ed iscritti intervenuti e mi ha concesso, dimostrando molta disponibilità, l’intervista che potete vedere in video o leggere nelle parti essenziali qui nell’articolo.

Posto qui il link del video in modo che possiate prenderne visione diretta. https://www.youtube.com/watch?v=4qhR8ZSTdzs
Ci accomodiamo in una stanza attigua al palco del concerto e iniziano il confronto.

D: Perché ha senso oggi essere comunisti?

R: Le disuguaglianze nel mondo crescono, dato che il miglior antidoto alle disuguaglianze è il comunismo, allora ha un senso esserlo. Se aveva un senso esserlo nel secolo scorso, oggi lo ha ancora di più. Oggi ci sono 8 persone che detengono la ricchezza della metà della popolazione del pianeta, cioè di 3.750.000.000 di persone.

E pensare che potrebbe essere il contrario, non tanto per la ricchezza ma per la riduzione dei tempi di lavoro necessari a costruire o fabbricare le cose ed i prodotti che ci servono. Oggi un’automobile viene costruita in circa mezz’ora, un paio di jeans in 12 secondi,potremmo lavorare tutti, potremmo lavorare meno, potremmo lavorare meglio e non avremmo il razzismo, non ci sarebbero le migrazioni, sarebbe un mondo dove si potrebbe vivere tutti bene perché l’innovazione la scienza, il progresso permettono tutto questo, però c’è l’alternativa, cioè di concentrare tutta questa ricchezza e questo progresso a beneficio di pochissimi e nello schiacciamento verso il basso di tutti gli altri, oggi non esiste più la classe media, c’è una proletarizzazione generale, si va verso una sorta di scenario alla Blade Runner, ci saranno alcuni settori dove vivranno questi ricchi, a New York stanno costruendo grattacieli dotati di sistemi anti-missile che costano 100.000 dollari a metro quadro, dove vivranno i padroni del mondo che sono già oggi più importanti degli stati, quando il presidente cinese è andato negli USA a trovare il Presidente Obama, ma prima di incontrarlo ha visto Zuckerberg e questa è una cosa significativa.

D: Sul tema del lavoro, dobbiamo parlare del Jobs Act che a breve tempo dalla sua approvazione, mostra già il suo fallimento, non crea infatti nuova occupazione se non più precaria, sottopagata e senza diritti dei lavoratori.

R: L’idea che hanno è proprio questa, ridurre i diritti a zero e tornare agli inizi del novecento. In questo troviamo la grande attualità della scelta comunista. Purtroppo quella che è stata definita sinistra non solo ha strizzato l’occhio ai potenti e alle banche ma si è fatta promotrice della globalizzazione capitalista, in Italia quello che non è riuscito a fare la destra è riuscito a farlo la destra e lo diceva anche il vecchio Agnelli che il miglior governo per politiche di destra poteva esserlo solo un governo di sinistra e così è successo.

Oggi ci dicono di essere uniti contro Salvini, e dovremmo farlo con i vari Veltroni e D’Alema, gente che ha distrutto la storia del Partito Comunista, che ha scelto le libertà borghesi sacrificando i diritti sociali e ha consegnato il Paese a Salvini ed alla destra e adesso noi dovremmo riunirci a questi qua? No, vadano a quel paese, noi facciamo la nostra strada, siamo contro Salvini, ma posso esserlo senza dovermi trovare di fianco la Boldrini, le bandiere dell’Unione Europea, la Bonino, Calenda e tutti questi personaggi.

D: L’economia italiana ha vissuto negli ultimi 25 anni un progressivo indebolimento, deindustrializzazione, trasferimento all’estero di aziende italiane di settori anche strategici. Cosa proponete quindi per rilanciare l’economia nazionale?

R: L’economia nazionale è dentro il processo della globalizzazione capitalistica, l’Italia deve ricostruire un suo piano industriale, deve attuare una sua programmazione ma per fare questo dobbiamo avere un cambio di sistema, se noi pensiamo di riprogrammare le politiche economiche italiane ripartendo dalla famiglia Benetton o dalle privatizzazioni abbiamo sbagliato i binari, bisogna capire ad esempio se i cinque stelle vogliono arrivare fino in fondo perché hanno già mollato sulla Unione Europea e sull’euro, hanno mollato sulla NATO quindi non credo che questo avvenga. I 5 stelle non hanno una visione di cambiamento radicale del sistema però vedremo. Noi siamo disponibili a collaborare per costruire davvero il cambiamento in questo Paese, ma questo può avvenire solo se c’è un cambio strutturale di sistema.

Il Comunismo peraltro cosa è? È la nazionalizzazione dei grandi mezzi di produzione non di certo la drogheria, la latteria, o il piccolo commercio o il piccolo artigiano, no. È la nazionalizzazione dei grandi mezzi di produzione però gestiti dai lavoratori….. Oggi con i progressi tecnologici e scientifici, la figura del “padrone” è una figura totalmente inutile.

D: Dare un reddito al posto di un lavoro ha un senso? Ha un senso vedere una persona privata del lavoro che dà anche un senso alla sua vita, una sua dignità e vederla ridotta alla figura di un semplice consumatore?

R: L’idea del consumo è fortemente in contrapposizione a quella del lavoro, il lavoro ti dà dignità, ti dà indipendenza, ti dà autonomia economica, il lavoro ti dà conoscenza, ti fa organizzare, mentre con il consumo tra poco non usciremo neppure di casa, non si consumerà neppure nel grande outlet e i piccoli negozi stanno scomparendo del tutto. Saremo dei piccoli criceti nella nostra gabbia. Non ti potranno far morire di fame perché altrimenti non consumerai più e allora ti daranno un reddito di cittadinanza per farti mangiare… Questo sistema che proletarizza tutti, che ci rende piccoli tasselli di un mosaico di schiavitù. Noi vogliamo rompere questo modello! Vogliamo rendere protagonista le persone. Con la ricchezza che c’è, con il progresso scientifico e tecnologico si può lavorare TUTTI Italiani e stranieri, possiamo lavorare Meglio e molto meno.

D: Nel mondo abbiamo diversi scenari di tensione in Libia, in Siria in Ucraina, ieri sera ad esempio hanno assassinato il presidente della Repubblica Popolare di Donestk Alexander Zakharchenko. Ecco citando Fukushima, dopo il ’91 la storia sembrava finita, ma ecco che oggi Russia e Cina sono sempre più presenti nella storia di questo secolo, la storia non è finita come immaginavano gli americani?

R: Si, il modello capitalista è un modello fallimentare, è un modello che distrugge il pianeta. Lo si vede non solo dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista ambientale, le risorse del pianeta sono finite, e sono definite, sono quelle e non ce ne saranno altre…..

Se ogni cittadino del mondo consumasse quanto un cittadino americano…servirebbero cinque pianeti per sostenerne il fabbisogno, è chiaro che il mondo deve cambiare indirizzo.

Sistema sostenibile, programmazione economica e solo il socialismo e il comunismo possono dare una programmazione di questo tipo. Per una società basata sul profitto e sul fare i soldi non c’è interesse per le generazioni future, ci si interessa di fare i soldi, ci si chiude nella propria piccola cerchia e il resto del mondo può andare a farsi fottere.

D: Sanzioni imposte alla Russia o alla Siria, si ripercuotono sulle popolazioni civili ha senso mantenerle, cosa pensa di questi scenari?

R: Nel nord Africa ed in Siria e medio oriente, c’erano Paesi autonomi penso a Gheddafi o allo stesso Saddam Hussein, erano regimi intendiamoci e potevano non piacerci, ma adesso in quei Paesi c’è l’estremismo islamico. La Libia aveva un reddito pro capite di circa 12.000 euro all’anno per cittadino quando l’Egitto 2000, e molta manodopera straniera vi era impiegata, in Libia non si stava così male come è stato detto, è stato fatto un colpo di stato e una guerra per far fuori Gheddafi… prima il 40% del petrolio libico era per l’ENI e il 5 % per la TOTAL e Sarkozy ha fatto la guerra per la Total, non per la Francia, e le proporzioni si sono invertite…

In Siria gli è andata male credo occorra fare un distinguo, quale è la differenza tra il Presidente Putin e L’Unione Sovietica cioè tra la Russia di oggi e l’URSS di una volta io faccio proprio l’esempio della Libia e della Siria e dico: in Libia la Russia non aveva interessi geopolitici da difendere, in Siria invece hanno basi importanti da difendere. Questo è il motivo per cui Putin in Libia non è intervenuto e in Siria si. L’URSS sarebbe intervenuta anche in Libia e lo avrebbe fatto per aiuto fraterno della solidarietà internazionalista, una cosa diversa.

Citando il politologo americano Luttwak, parlando della guerra in Afghanistan diceva: “abbiamo foraggiato l’estremismo islamico che è divenuto un danno collaterale ( Talebani, ISIS, Al Qaeda ecc.) però ha consentito la caduta dell’impero comunista, dell’Unione Sovietica, che era il peggiore nemico per noi”.

Ecco, cade l’Unione Sovietica, il nemico dell’occidente, però non cade e non scompare la NATO, nata sulla carta come organizzazione di difesa invece diventa… Certo, la storia è sempre cambiata, infatti la NATO nasce prima del Patto di Varsavia, un anno prima ( ndr: in realtà nasce 6 anni prima…

https://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_del_Trattato_dell%27Atlantico_del_Nord

https://it.wikipedia.org/wiki/Patto_di_Varsavia)

Finita quindi la contrapposizione che in realtà è una organizzazione OFFENSIVA, comincia a crescere ed estende il suo esercizio a tutto il mondo, ma già quando c’era l’URSS, i sovietici proponevano un accordo agli occidentali per impegnarsi a non portare il primo colpo atomico… gli Stati Uniti non hanno mai firmato il No First Strike!

https://it.wikipedia.org/wiki/Primo_colpo_nucleare

D: Un’ultima domanda, in Italia quanti partiti comunisti ci sono? Si discute di fare un soggetto unico, c’è un lavoro in questo senso?

R: Faccio questo ragionamento… un Partito Comunista esiste se quando ci sono le elezioni cerca di presentarsi alle elezioni, noi siamo l’unico Partito Comunista che si è presentato alle elezioni più importanti col simbolo della falce e martello e la parola Partito Comunista, altri si sono raggruppati con altri simboli e poi non sono riusciti comunque ad entrare in Parlamento e sono dieci anni che succede così, 2008 arcobaleno, poi Lista Ingroia, poi Potere al Popolo, benissimo.

Noi siamo per presentarci e lo abbiamo scritto nello statuto, per presentarci con questo simbolo, con questo nome e con questa IDEA, se la gente ci vota bene, se non ci vota non vuol dire che abbiamo sbagliato, un Partito comunista si evidenzia su quello. L’idea di essere comunisti significa anche di andare a capire gli errori del passato e noi abbiamo cercato di capire quali siano stati gli errori che hanno portato alla caduta dell’Unione Sovietica e in Italia dove c’era il più grande partito Comunista d’occidente quali siano stati gli errori che hanno portato il Partito a passare da Gramsci a Renzi, il salto mi sembra davvero un po’ grosso.

Un salto davvero enorme.

Nel buio!

Ringrazio il Segretario Nazionale del Partito Comunista Marco Rizzo, per la grande disponibilità, cordialità e il tempo che ci ha dedicato tra gli impegni della festa “Unità festa Comunista” di Torino e tutti i volontari per averci aiutati anche nel preparare velocemente uno spazio a noi riservato.

Stefano Orsi

Pubblicato da Luciano Bonazzi Bologna

Sono Bolognese, classe 1961, Giornalista, Scrittore, Viaggiatore ed ex Missionario. Dal 2015 mi occupo di geopolitica su Orizzonti Geopolitici. Ho fatto il tirocinio giornalistico a BNB magazine, frequentato il corso di Giornalismo Sociale e collaborato con Piazza Grande e Blastig news