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#Putin #Russia: Steven Seagal incaricato speciale del Ministero degli Esteri

Il famoso attore americano Steven Seagal, ricoprirà un delicato incarico al ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa.

Steven Seagal, il muscolare attore americano, è il tipico esempio dell’immigrato di ritorno. Infatti, i suoi nonni erano ebrei russi il cui cognome era Siegelmanche, ma venne americanizzato come è accaduto ad altri che immigrarono negli Stati Uniti.

Il grande successo dell’attore ebbe inizio nel 1988 col suo primo film, Nico, cui seguirono altre tre pellicole, Duro da uccidere, Programmato per uccidere e Giustizia a tutti i costi. Quattro film che riscossero grande successo sia dalla critica che ai botteghini. Il suo film di maggiore successo fu Trappola in alto mare del 1992, un cult movie sia negli USA che all’estero, con un incasso di 156,4 milioni di dollari e che lo consacrò “action hero”.

Dopo questi successi, Seagal debuttò alla regia nel 1994 con il film Sfida tra i ghiacci, recitando al fianco del mostro sacro Michael Caine.

Steven Seagal – Sfida tra i ghiacci – Il discorso ambientalista dell’attore-regista

Nel film, l’attore-regista lanciò il suo manifesto ambientalista, con un discorso finale fatto davanti ai nativi americani particolarmente toccante. Purtroppo, il film, economicamente fu un disastro ai botteghini e riscosse critiche negative. Forse il suo passaggio da uomo d’azione a paladino ambientalista non piacque a una fascia di pubblico bramosa di veder scorrere il sangue: la perdita stimata di 50 milioni di dollari lo portò sull’orlo del fallimento.

Tutti i film successivi al 1995, coi quali tentò di recuperare popolarità, furono insuccessi commerciali e portarono la Warner Bros a non rinnovargli il contratto in scadenza. Nonostante ciò, Seagal continuò a insistere sulle tematiche ecologiste, giunse al punto di auto-finanziarsi, ma sempre senza riscontri dal pubblico.

Steven Seagal con la moglie Erdenetuya

Infine Seagal dovette cedere alla dura realtà del mercato cinematografico e iniziò a sfornare una raffica di B movie d’azione, girati nei paesi dell’est Europa per abbattere i costi di produzione. Questo genere di film, che va oltre l’imbarazzante, ha fatto si che Seagal ritrovasse una discreta tranquillità economica, il che gli permise di dedicarsi con maggior energia, alla causa tibetana, all’insegnamento delle discipline del Kendo e dell”Ajkido.

Il legame col presidente Vladimir Putin

Putin è sia un appassionato, che un maestro di judo. La sua passione per le arti marziali, risale a quando ancora quattordicenne si allenava al Sambo, un’arte marziale Sovietica. Raggiunto un alto livello in quello sport, decise di dedicarsi al judo, disciplina che continua a praticare tutt’oggi. Attualmente, Putin è maestro del Dojo Yawara di San Pietroburgo ed è coautore del libro, Judo: History, Theory, Practice.

Essendo Putin un judoka di 8° dan, conscio dell’importanza dell’educazione fisica, soprattutto dei giovani, nel 2013 affidò proprio a Seagal, l’incarico di promuovere le arti marziali in tutti gli stati federali della Russia. Steven Seagal, grazie ai suoi meriti in Russia, nel novembre 2016 ottenne la cittadinanza, anche come riconoscimento della sua condizione di emigrato russo di ritorno. Terminata la sua fase giovanile di belloccio hollywoodiano, tra le sue quattro mogli c’è stata anche Kelly LeBrock, oggi, perse le performances sportive, ha trovato una nuova carriera nella terra dei suoi antenati.

Infatti, il 4 agosto scorso, il Ministero degli Affari Esteri russo, ha annunciato d’aver nominato Seagal suo inviato speciale per i rapporti russo-americani. Il ministero ha dichiarato che il ruolo futuro dell’attore, sarà quello di “assistere allo sviluppo delle relazioni russo-americane nel campo umanitario, compresa la cooperazione nel campo della cultura e dell’arte”. Una posizione analoga a quella di un Ambasciatore di buona volontà delle Nazioni Unite, ma per la quale non percepirà alcun compenso.

L’attore, oggi 66enne, all’annuncio della nomina, ha dichiarato: “Ho sempre cercato di fare tutto il possibile per assicurarmi che le relazioni russo-americane migliorassero. Finora ho operato senza uno status ufficiale, ma ora è un grande onore poterlo fare ufficialmente”.

Con questa nomina, il presidente Vladimir Putin dimostra il consueto pragmatismo, un personaggio come Steven Seagal, Statunitense, Russo ed Ebreo, potrà essere il trait d’union tra l’amministrazione Trump, che per motivi di parentela è vicina alla Comunità Ebraica Statunitense, e la Russia di Vladimir Putin.

Luciano Bonazzi

Fonte: www.trome.pe – www.timesofisrael.com

Pubblicato da Luciano Bonazzi Bologna

Sono Bolognese, classe 1961, Giornalista, Scrittore, Viaggiatore ed ex Missionario. Dal 2015 mi occupo di geopolitica su Orizzonti Geopolitici. Ho fatto il tirocinio giornalistico a BNB magazine, frequentato il corso di Giornalismo Sociale e collaborato con Piazza Grande e Blastig news