#Wikileaks ONU: Torturato in carcere Julian Assange

 

Il giornalista è stato trasferito nell’ospedale del carcere.

Il relatore speciale delle Nazioni Unite sulle torture Nils Melzer, ha denunciato le condizioni in cui versa il fondatore di Wikileaks detenuto nel carcere britannico di Belmarsh. Il giornalista fu arrestato l’11 aprile scorso, dopo la revoca dell’asilo diplomatico e della cittadinanza da parte del presidente dell’Ecuador Lenin Moreno. Successivamente trapelò che il presidente ecuadoregno aveva scambiato Julian Assange, con un prestito da parte del Fondo Monetario Internazionale, per un importo di 4,2 miliardi di dollari.

Il quotidiano londinese The Guardian riporta che l’inviato dell’ONU Nils Melzer, dopo aver incontrato Assange in carcere, ha riferito che questi, presenta i sintomi tipici di un detenuto sottoposto a torture psicologiche. Il relatore speciale ONU, ha parlato espressamente dei tipici sintomi associabili a una prolungata esposizione a torture tra cui stress e ansia cronica. Melzer ha inoltrato un appello a Sua Maestà la regina Elisabetta, affinché intervenga contro l’estradizione di Assange negli Usa o in qualsiasi altro Stato che non garantisca sull’incolumità del giornalista.

L’inviato dell’ONU chiede di non estradare Julian Assange negli Stati Uniti, perché si tratta di un paese: “dove rischia l’ergastolo o persino la pena di morte, se nuove accuse dovessero sopraggiungere in futuro”. Anche i rappresentanti di Wikileaks si dicono preoccupati per la salute di Assange: “nelle sette settimane a Belmarsh la sua salute ha continuato a peggiorare, è molto dimagrito” sembra inoltre che il giornalista parli a fatica.

Su Julian Assange, negli USA, pendono 17 capi d’imputazione per la pubblicazione di informazioni classificate del Pentagono e del dipartimento di Stato, ottenute grazie all’attivista ed ex analista militare Chelsea Manning. Pare ovvio che il Pentagono voglia processare e condannare il giornalista, che peraltro non è cittadino statunitense, e che si è limitato a rendere pubbliche malefatte e anomalie dell’apparato bellico USA: ma Assange ha un’arcinemica ben più vendicativa.

“Hillary Clinton ordinava bombardamenti dal suo cellulare personale, particolare svelato dalle email che lei cercò di distruggere. In un caso, i droni erroneamente inviati dalla Clinton in Pakistan, uccisero 1.000 civili, tra cui 200 bambini.”

 

Julian Assange, tra le tante rivelazioni rese pubbliche, aveva scoperto il versamento di tangenti a Hillary Clinton poi riciclate nella Fondazione Clinton, quando questa era Segretario di Stato degli Stati Uniti. Al giornalista vanno inoltre addebitate le rivelazioni sulla colpevolezza della Clinton nella Strage di Bengasi e sulla trascuratezza della sicurezza nazionale da parte della stessa.

A causa delle trascuratezze di Hillary Clinton, già un altro hacker era riuscito a violare la sicurezza informatica di siti governativi statunitensi e di altre persone importanti, smascherando i loro sordidi traffici: Guccifer!

Guccifer, era lo pseudonimo di Marcel Lazăr Lehel, un 44enne, che aveva violato i profili di Colin Powell, John Negroponte, membri della famiglia Rockefeller e altri. Il 20 marzo 2013, aveva violato l’account di posta elettronica di Sidney Blumenthal, ex assistente di Bill Clinton, contenenti la messaggi privati della Blumenthal e l’allora Segretario di Stato Hillary Clinton, sull’invasione della Libia e la strage di Bengasi.


L’Hacker Guccifer, al secolo Marcel Lazăr Lehel, con la figlioletta

Anche a causa di quelle rivelazioni, la Clinton venne processata e probabilmente perse le presidenziali contro l’attuale presidente Donald Trump. Nel mese di marzo 2016 la CIA riuscì a individuare l’indirizzo IP di Guccifer. Dietro specifica richiesta della Casa Bianca, la Romania concesse l’estradizione temporanea per un periodo di diciotto mesi e consegnò Guccifer alle autorità statunitensi. Nell’aprile 2016, trapelò la notizia che Guccifer, si era, o forse era stato, “suicidato” nella cella dove era detenuto in Virginia, negli Stati Uniti.

Sostenitori di Julian Assange davanti alla corte di giustizia a Westminster. Foto theguardian

Dopo le preoccupazioni espresse dall’inviato delle Nazioni Unite, il fondatore di Wikileaks, è stato trasferito nella sezione ospedaliera del carcere inglese di Belmarsh. Ma alla luce di quanto accaduto a Guccifer e in considerazione del fatto che anche Julian Assange, ha per nemica Hillary Clinton, è indispensabile non concedere l’estradizione agli Stati Uniti e mettere il giornalista sotto speciale protezione.

Luciano Bonazzi

Fonti: antimafiaduemila.comtheguardian – oltre ai link esterni inseriti.

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Sono Bolognese, classe 1961, ex-tecnico commerciale, scrittore, viaggiatore, missionario laico. Mi occupo di geopolitica, cronaca, curiosità e tanto altro. Ho fatto il tirocinio giornalistico a Buone Notizie Bologna magazine, gestisco dal 2015 il blog Orizzonti Geopolitici - Bologna Metropolitan Gazette e dal 3 giugno 2018 il Blog Consapevolezza Polemica. Difendo a spada tratta la libertà d'opinione garantita dall'art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana.

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