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#Libia La Francia sta bombardando Tripoli

 

In questi giorni, diversi attacchi aerei ed esplosioni hanno scosso la capitale libica, Tripoli. L’escalation è iniziata nella serata di sabato 20 aprile, a denunciarlo sono gli stessi residenti, vittime delle violenze scatenate dai francesi nei quartieri meridionali della città.

Il corrispondente della Reuters riferisce che i cittadini di Tripoli, hanno dichiarato d’aver visto un aereo sorvolare la città per oltre dieci minuti, sabato sera, che poi ha aperto il fuoco su diverse aree della città: più tardi, verso l’alba di domenica, un altro aereo ha sorvolato la capitale.

La contraerea libica, che ha colpito un velivolo, non ha ancora chiarito se fosse un caccia o un drone.

Gli attacchi aerei, si sono verificati ​​dopo una giornata di scontri violenti nei quartieri meridionali di Tripoli. Questi scontri armati, vedono contrapporsi l’esercito regolare fedele al Primo ministro libico Fayez al-Sarraj, riconosciuto dalle Nazioni Unite, e i miliziani del feldmaresciallo Khalifa Belqasim Haftar, sostenuto da Francia, Egitto, Sauditi e Turchia.

I testimoni del bombardamento attribuito ai francesi, a supporto dei miliziani del feldmaresciallo Haftar in difficoltà, hanno dichiarato che le esplosioni delle bombe erano udibile anche nel centro della città. Durante la notte, i bombardamenti su Tripoli si sono poi intensificati mettendo in serio pericolo la popolazione civile.

L’agenzia Reuters ha riferito che l’obiettivo degli attacchi era una base militare a sud di Tripoli

Finora, l’Aeronautica Libica sta utilizzando i vecchi velivoli militare sovietici ereditati da Muammar Gheddafi. Dal 2014 gli Emirati Arabi Uniti e l’Egitto hanno fornito alle milizie di Haftar moderni aeroplani ed elicotteri. Un rapporto delle Nazioni Unite del 2017 mostra che gli Emirati Arabi Uniti hanno anche iniziato la costruzione di una base aerea ad al-Khadim nella Libia orientale.

Il maresciallo Haftar ha battezzato l’offensiva “Liberazione di Tripoli”, da parte sua, il leader legittimo Fayez el-Sarraj ha chiamato l’operazione di difesa “Vulcano dell’Ira”. L’utilizzo di droni da parte dei francesi per bombardare Tripoli, porta la guerra a un livello più sofisticato. La Francia sta utilizzando droni MQ-9 Reaper di fabbricazione statunitense, acquistati da Parigi all’inizio di quest’anno, dopo aver firmato un contratto con la General Atomics.

I bombardamenti su Tripoli di sabato 21 aprile @theguardian

Per motivi di sicurezza le autorità hanno chiuso l’unico aeroporto operativo a Tripoli, tagliando fuori dai collegamenti aerei 2,5 milioni di residenti: resta invece aperto l’aeroporto di Misurata, a 200 km a est della capitale.

Intanto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noto che due bambini sono stati uccisi in una sparatoria avvenuta venerdì nel sud di Tripoli. L’Oms ha denunciato che dall’inizio degli scontri, 227 persone sono state uccise, mentre i feriti ammontano a 1.128.

Giovedì, scorso, sia gli Stati Uniti che la Russia hanno dichiarato di non poter ancora discutere una risoluzione sul cessate il fuoco in Libia. Secondo i diplomatici, la Russia è contraria alla risoluzione proposta dal Regno Unito, che attribuisce al feldmaresciallo Khalifa Belqasim Haftar la responsabilità dell’incremento delle tensioni in Libia. Gli Stati Uniti non hanno fornito una ragione per respingere il progetto, resta il fatto che le violenze in Libia si sono intensificate dopo una conversazione telefonica tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Haftar avvenuta venerdì 19 aprile.

Intanto, i “cugini” francesi continuano ad agire dietro le quinte per sostituire l’ENI in Libia.

Luciano Bonazzi

Fonti: parstoday.comtelegraph.co.uk oltre ai link esterni inseriti nell’articolo.

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Informazioni su lantiepistocrate

Sono Bolognese, classe 1961, ex-tecnico commerciale, scrittore, viaggiatore, missionario laico. Mi occupo di geopolitica, cronaca, curiosità e tanto altro. Ho fatto il tirocinio giornalistico a Buone Notizie Bologna magazine, gestisco dal 2015 il blog Orizzonti Geopolitici - Bologna Metropolitan Gazette e dal 3 giugno 2018 il Blog Consapevolezza Polemica. Difendo a spada tratta la libertà d'opinione garantita dall'art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana.

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