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La conferenza COP25 spostata a Madrid, ma Greta riuscirà ad attraversare l’Atlantico

Recentemente, la giovane attivista svedese Greta Thunberg ha lanciato un nuovo appello per attraversare l’Oceano Atlantico dagli Stati Uniti alla Spagna senza usare l’aereo. Il problema di Greta consiste nel fatto che, a causa della rivolta proletaria in Cile (luridi straccioni dei quali non frega niente a nessuno), gli organizzatori hanno spostato la conferenza sul clima COP25 a Madrid.

Per raggiungere gli Stati Uniti, Greta si era avvalsa del principe Pierre Casiraghi, comproprietario di MonacAir, che l’aveva condotta a New York sul suo yacht Malizia II. Tale Imbarcazione in carbonio, al 100% ecosostenibile e a zero emissioni, vanta un costo di 4 milioni di euro, ma noblesse oblige: cosa non si fa per l’ambiente? foto adhocnews.it

Sorvoliamo sul fatto che Pierre Casiraghi, rappresenta esattamente quel tipo di persona che Greta Thunberg condannava nel suo discorso del 14 dicembre 2018, quando parlando ai leader mondiali disse: “La biosfera è sacrificata perché alcuni possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi”. Fingiamo pure di ignorare che la compagnia MonacAir fondata nel 1988, collega il Principato di Monaco all’aeroporto di Nizza con 50 voli giornalieri, 365 giorni all’anno, emettendo massicce quantità di CO2: ma la coerenza di Greta evidentemente è a doppio standard.

Tra le varie incongruenze, dopo che Greta partita da Plymouth è sbarcata a New York, due marinai del Malizia II sono rientrati a casa in aereo e altri due membri del Team sono volati a New York per riportare indietro lo yacht. Quindi il gesto di Greta è stato un atto puramente simbolico, dal momento che se avesse preso un solo volo aereo, il pianeta si sarebbe risparmiato gli altri due. Resta il fatto che oggi, Greta si dibatte nel dilemma: recarsi Madrid in aereo o attendere un veliero che attraversi l’Oceano Atlantico?

Fede e Logistica

Sembra impossibile che con tutti i riccastri proprietari di velieri, nessuno si faccia avanti per aiutare Greta Thunberg. Forse il problema principale sta in quanto ha riferito il capitano del Malizia II Boris Herrmann, dopo la convivenza con la ragazzina nel viaggio da Plymouth a New York. Già, perché Greta oltre all’imbarcazione ecologica a energia solare, non usa la doccia né il WC, ma defeca in un secchio. A questi dettagli igienici, vanno aggiunti i pasti vegani conservati sottovuoto per evitare l’uso inquinante del frigorifero. Va da sé che con questi comportamenti, l’equipaggio abbia dovuto inalare gli afrori e le flatulenze della giovinetta. Presumibilmente, l’equipaggio avrà parlato del suo dramma ad altri colleghi, dunque possiamo comprendere che non si trovino velieri interessati a tale graveolente convivenza.
Ai molti detrattori della povera Greta che oggi sogghignano in cuor loro, rispondiamo che nell’aprile 2019, l’Arcivescovo di Berlino Heiner Koch, tracciò un parallelo tra il Messia e Greta Thunberg, entrambi“dannati e adorati”, poiché il carisma dell’attivista, come quello di Cristo, è capace di polarizzare le folle. A ulteriore conferma delle parole dell’Arcivescovo Koch, vi è anche il potere di Greta di vedere il CO₂ mentre si forma nell’atmosfera.

Dunque ride bene chi ride ultimo, così come Gesù camminò sulle acque, anche Greta non avrà difficoltà ad attraversare l’Oceano Atlantico e raggiungere la conferenza Cop25 di Madrid: lo assicura la Chiesa Bergogliana!

Luciano Bonazzi

Fonti: tutti i link inseriti nel testo.

Pubblicato da Luciano Bonazzi Bologna

Sono Bolognese, classe 1961, Giornalista, Scrittore, Viaggiatore ed ex Missionario. Dal 2015 mi occupo di geopolitica su Orizzonti Geopolitici. Ho fatto il tirocinio giornalistico a BNB magazine, frequentato il corso di Giornalismo Sociale e collaborato con Piazza Grande e Blastig news